Domenica 5 agosto – Manuel

manuel

regia Dario Albertini

con Andrea Lattanzi, Francesca Antonelli, Renato Scarpa, Giulia Elettra Gorietti

Italia, Belgio 2016

Sceneggiatura Simone Ranucci, Dario Albertini
Fotografia Giuseppe Maio
Montaggio Sarah McTeigue
Scenografia Alessandra Ricci
Costumi Virginia Barone
Musica Ivo Parlati, Dario Albertini, Sarah McTeigue, Michael Brunnock
Durata 98 minuti
Distribuzione Tucker Film

 

Ospiti della serata il regista Dario Albertini e l’attore Andrea Lattanzi

manuel locandina

Compiuti diciotto anni è arrivato il momento per Manuel di lasciare la casa della famiglia che l’ha adottato e in cui vive da anni, in seguito all’incarcerazione della madre. Camminando per le vie del quartiere, in preda a speranze e paure, Manuel vorrebbe lasciarsi alle spalle l’adolescenza e diventare adulto. E prendersi cura di sua madre, qualora le venissero concessi gli arresti domiciliari.

 

 

 

 

 

 

 

 

Al suo esordio, Dario Albertini attraversa col protagonista le stazioni di un reinserimento alla vita nella periferia balneare laziale, che non offre migliori prospettive di quelle del luogo da cui proviene. Tragedia di un Ercole contemporaneo costretto a sostenere fatiche e a pagare la colpa del genitore, Manuel ribalta la logica della “custodia”: è il figlio, caduto prematuramente dal nido, a farsi garante e guardiano della madre, tracciando una riga definitiva sulla sua giovinezza. Manuel svolge la relazione madre-figlio invertendo il tema biblico reso celebre da Michelangelo (la Pietà). Rassegnato e inquieto, il protagonista rinuncia a innamorarsi di un’aspirante attrice o a partire con un vecchio compagno per accudire un genitore di cui progressivamente misura l’egoismo e l’angoscia. Già (con)dannato prova a convincersi del contrario dentro gli occhi di una fanciulla che ripete il monologo di Delphine Seyrig in Baci rubati. Manuel è interpretato da Andrea Lattanzi, ragazzo pasoliniano moderno e sorprendente, portatore inquieto della fisicità canaglia della strada e insieme di una dolcezza infantile che persiste dietro agli attacchi di panico. Personaggio popolare, avanza dritto dentro il realismo digitale del nuovo cinema italiano, lambendo i destini di un amico d’infanzia spaccone o di un artigiano gaudente, ex pensionante del centro educativo. Ipotesi di vita a cui Manuel oppone la sua integrità e la sua pietà filiale interrogando lo spettatore dentro l’ultimo piano. Dario Albertini trova in Lattanzi l’interprete ideale e in Manuel un futuro (davvero) promettente.

marzia gandolfi, www.cinematografo.it