Lunedì 22 agosto – Dobbiamo parlare

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Regia Sergio Rubini

Sceneggiatura Carla Cavalluzzi, Diego De Silva, Sergio Rubini

Con Sergio Rubini, Fabrizio Bentivoglio, Maria Pia Calzone, Isabella Ragonese

Fotografia Enzo Carpineta
Montaggio Giogiò Franchini
Scenografia Luca Gobbi
Costumi Patrizia Chericoni
Musica Michele Fazio
Suono Tullio Morganti

Durata 101’
Distribuzione Cinema

– Ospiti della serata: Sergio Rubini e/o attori del cast

dobbiamo parlare52907Tradimenti, sotterfugi, segreti e maldicenze tra due coppie di vecchi amici che si trovano a svelarsi ogni cosa lungo una notte interminabile di litigi e confessioni isteriche e con il cuore (o la calcolatrice…) in mano a casa di Vanni, scrittore, e Linda, sua ghost-writer.

 

 

 

 

 

 

 

 

La maniera più efficace per attraversare il palcoscenico trasportato sul set dell’ultima regia di Sergio Rubini è quella di non staccare un attimo gli occhi e l’attenzione dalla traiettoria disegnata dal personaggio di Isabella Ragonese. Anche proprio spazialmente, fisicamente, e d’altra parte il film sembra suggerirlo sin dall’incipit: se la scena, il quadro, è composto dalla triangolazione da teatro borghese tra lo scrittore non più così di successo interpretato dal regista e la coppia altolocata di Bentivoglio chirurgo coatto pariolino con Maria Pia Calzone moglie pronta a tutto per tenersi stretta la bella vita, è l’imprevedibilità sommessa ad un passo dall’esplodere di Linda/Ragonese il segno che “sfonda” letteralmente le quattro mura della scenografia ossessivamente da camera dell’impianto. Da questo punto di vista, Rubini regala all’attrice un ritratto formidabile e uno sguardo con ogni evidenza ricolmo di affetto e immedesimazione, a cui l’interprete risponde con una grande attenzione ai dettagli di questo suo personaggio, gesti minimi, espressioni, frasi smozzicate prima della crisi urlata: basta guardare le singole scelte di regia per accorgersi come il regista utilizzi gli spostamenti di Linda all’interno dell’appartamento come continue vie di fuga dalla struttura del confronto verbale coercitivo tra i suoi protagonisti, spesso lasciati sullo sfondo, nella camera accanto, mentre la ragazza ha bisogno di isolarsi. La metafora della terrazza e il sorprendente quanto dolente colpo di coda, guizzo a quel punto inaspettato del film e ancora una volta dedicato principalmente alla figura di Isabella Ragonese, confermano la caratterizzazione cruciale del personaggio all’interno dell’impalcatura del testo.

Sergio Sozzo, Sentieri Selvaggi