Venerdi 26 agosto – Non essere cattivo

629x285 film cattivo

Regia Claudio Caligari

Sceneggiatura Claudio Caligari, Giordano Meacci, Francesca Serafini

Con Luca Marinelli, Alessandro Borghi, Silvia D’Amico, Roberta Mattei

Fotografia Maurizio Calvesi
Montaggio Mauro Bonanni
Scenografia Giada Calabria
Costumi Chiara Ferrantini
Musica Paolo Vivaldi
Suono Angelo Bonanni

Durata 101’
Distribuzione Good Films

– Ospiti della serata: il produttore del film Valerio Mastandrea e/o attori del cast

NON ESSERE CATTIVO POSTER LOCANDINA 2015Ostia 1995: Cesare e Vittorio, due grandi amici sulla soglia dei trent’anni, trascorrono il loro tempo tra furti, lotte, consumo e spaccio di droga. Dopo un’overdose e l’incontro di una donna non facente parte del giro malavitoso, Vittorio decide di cambiare vita, provando a smuovere anche le convinzioni di Cesare.

 

 

 

 

 

 

 

 

Non essere cattivo, film postumo di Claudio Caligari, va a chiudere una coerente trilogia, non dichiarata, sull’impossibilità di rivalsa per una ben determinata classe di individui, appartenenti a un ceto sociale ed economico molto basso. La trilogia inizia con Amore tossico (1983), citato esplicitamente nella prima scena di Non essere cattivo, e prosegue con L’odore della notte (1998). I tre film oltre che dalla linea tematica sono accomunati dalla costruzione dei personaggi e dal topos spaziale, la periferia romana, mentre il chronos spazia dagli anni ’70 (L’odore della notte) ai ’90 (Non essere cattivo) passando per gli anni ’80 (Amore tossico), arricchendo l’orizzonte narrativo con una contestualizzazione più ampia di un Paese che in trent’anni, fondamentalmente, resta immutato. Le storie raccontate in questi tre film trattano tutte di uomini arrabbiati e disillusi che, nonostante sentano l’esigenza di migliorare le proprie condizioni di vita, non riescono a trovare sbocchi per poterci concretamente riuscire. L’unico personaggio che all’apparenza consegue l’impresa è Vittorio, coprotagonista di Non essere cattivo, dei tre il film strutturalmente il più solido. Il film s’inserisce ottimamente all’interno del crime drama, un genere ben consolidato nel territorio italiano, complice anche il buon livello della serialità televisiva contemporanea (Romanzo criminale; Quo vadis, Baby?; Gomorra). Ciò comporta una precisa struttura narrativa, indicata pocanzi, accompagnata da una rigorosa costruzione stilistica, guidata, in questo caso specifico, da un’ottima recitazione di taglio naturalistico nella quale spicca il lavoro trasformativo del ruolo fisico del personaggio, che passa da contatti molto diretti (con oggetti, ambienti e persone stesse) a un distacco marcato, che assume una doppia rilevanza fisica e allegorica.

Ilaria Franciotti, Segnocinema