Venerdì 29 luglio – Che bella giornata

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regia di Gennaro Nunziante 
– con Checco Zalone, RoccoPapaleo, Tullio Solenghi, Ivano Marescotti

– Ospiti della serata: Checco Zalone, Pietro Valsecchi, Camilla Nesbitt

 

 

La vita di Checco, addetto alla sicurezza di una discoteca della Brianza, ha subito una serie di importanti cambiamenti: la richiesta di misure straordinarie per i luoghi a rischio di attentati lo ha portato a rinforzare le fila della security per il Duomo di Milano e l’incontro con Farah, una studentessa straniera d’architettura, che gli ha fatto conoscere le gioie dell’amore. Tuttavia, le capacità intellettuali di Checco e la vera identità della sua ragazza si riveleranno una vera e propria minaccia per il patrimonio artistico italiano…

 

() La gentilezza che vince il fanatismo. Succedeva con Siani e Bisio, succede con Aldo, Giovanni e Giacomo, succede in Che bella giornata ()non va sottovalutata la voglia di sperimentare una comicità alternativa a quella più corriva e sgraziata, che va per la maggiore nei cabaret televisivi e nei cinepanettoni delle feste. Una comicità che per prima cosa rassicura lo spettatore, gli risolve i problemi invece di esasperarli, dove la buona stella non abbandona mai protagonisti piuttosto scalcagnati (in un altro film Checco Zalone sarebbe finito sulla strada a chiedere lelemosina) e le risate non fanno vergognare nessuno. Né chi le provoca né chi le fa.

Paolo Mereghetti, Il Corriere della Sera

“Se il successo di ‘Cado dalle nubi’ fu inaspettato, quello di ‘Che bella giornata’ è ampiamente annunciato. Checco Zalone si è ritagliato un posto come stupidone ingenuo, con dietro di sé la forza della meridionale cultura/incultura della Puglia natia. Di cui rispecchia il meglio e il peggio: attaccamento alla famiglia e nepotismo, senso dell’ospitalità e mentalità mafiosa. (…) ‘Terrone contro il terrore’, il nostro scherza senza paura di sembrare scorretto o protervo; tanto si capisce che è un bravo figlio di mamma.”

  Alessandra Levantesi Kezich, ‘La Stampa’, 7 gennaio 2011

()Checco Zalone è un comico italiano che fa ridere. Una rarità. Non solo, ma ci tiene proprio a fare il suo mestiere. Rispetto almeno a tanti colleghi che s’improvvisano tribuni politici, giornalisti, autori e attori strappalacrime. Attività che sono in generale sempre meglio che andare a lavorare. E comunque assai più semplici della difficile arte di far ridere il prossimo, per giunta di questi tempi.() Sullo sfondo gli obiettivi di una satira intelligente: il familismo, l’istituto della raccomandazione, il fanatismo d’ogni genere, politico, religioso, culturale. La celebre scurrilità, che ha fatto di Zalone un culto degli intellettuali italiani, categoria assai volgare, si è molto attenuata ed è una buona notizia. Se continua così e il cielo lo protegge dai produttori, Checco Zalone ci farà ridere per i prossimi trent’anni.”

  Curzio Maltese, ‘Repubblica’, 8 gennaio 2011