Sabato 2 agosto – Nonostante

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Sabato 2 agosto ore 21.15
Chiostro di San Colombano (Bobbio)

 

NONOSTANTE

Italia, 2024
Regia Valerio Mastandrea
Soggetto e sceneggiatura Enrico Audenino, Valerio Mastandrea
con
Valerio Mastandrea, Dolores Fonzi, Lino Musella, Barbara Ronchi e con Laura Morante
Fotografia Guido Michelotti
Montaggio Chiara Vullo
Musica Tóti Gudnason
Scenografia Roberto De Angelis
Costumi Giorgia Calandra, Federica Pavone
Produzione HT Film, Damocle, Tenderstories e Rai Cinema
Distribuzione BIM Distribuzione
Durata 93 minuti

 

Ospite della serata
Il regista e attore Valerio Mastandrea

 

 

 

Nonostante è stato premiato ai Nastri d’argento per il Miglior soggetto.

Sinossi

Un uomo trascorre serenamente le sue giornate in ospedale senza troppe preoccupazioni. È ricoverato da un po’ ma quella condizione sembra il modo migliore per vivere la sua vita, al riparo da tutto e da tutti, senza responsabilità e problemi di alcun genere. Si sta davvero bene lì dentro e anche se qualche compagno di reparto si sente intrappolato, per lui ci si può sentire anche liberi come da nessun’altra parte. Quella preziosa routine scorre senza intoppi fino a quando una nuova persona viene ricoverata nello stesso reparto. È una compagna irrequieta, arrabbiata, non accetta nulla di quella condizione soprattutto le regole non scritte. Non è disposta ad aspettare, vuole lasciare quel posto migliorando o addirittura peggiorando. Vuole vivere come si deve o morire, come capita a chi finisce lì dentro. Lui viene travolto da quel furore, prima cercando di difendersi e poi accogliendo qualcosa di incomprensibile. Quell’incontro gli servirà ad accettare che se scegli di affrontare veramente il tuo cuore e le tue emozioni, non c’è alcun riparo possibile.

Valerio Mastandrea è un attore che di per sé porta in dote ai personaggi un tasso elevato di straniamento, disadattamento o ironico distacco dai luoghi comuni. L’ironia perpetua, non necessariamente comica, è un sintomo dell’essere personaggio a prescindere dai ruoli che incarna. Il passo decisivo della regia, già con Ride restando però dietro la macchina da presa, trova compimento in Nonostante dove è anche protagonista, eppure senza un’identità onomastica esplicita. Il suo “lui” si interfaccia con una “lei”, entrambi degenti in ospedale. Lo spazio deputato e la condizione di malati, privi però di nome e cognome, chiarisce l’intento allegorico del film, che respinge ogni presupposto realistico. L’opposizione verso l’esistente, da regista-interprete, fa sì che la parabola ospedaliera intercetti un titolo pronto a marcare ulteriormente le distanze: Nonostante. Se la scelta dei pronomi personali serve a dare contorno ai personaggi senza troppo calcarli, l’allusiva preposizione avversativa gli dà manforte. L’autoanalisi scatta mediante la relazione tra “lui” e “lei” nelle condizioni date, di pazienti e relativamente impazienti; e trova in quel “nonostante” l’indizio chiave di ciò che avrebbe potuto o dovuto impedire un qualcosa di imprecisato. Ma si tratta pur sempre di un impedimento venuto meno, “nonostante tutto”. Forse è proprio “nonostante” il cinema italiano che va per la maggiore, ad aver indotto Mastandrea a dirigere un secondo film.

(Anton Giulio Mancino)