Lunedì 3 agosto – Breve storia d’amore

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Lunedì 3 agosto ore 21.15
Chiostro di San Colombano (Bobbio)

BREVE STORIA D’AMORE

Italia, 2025
regia Ludovica Rampoldi
soggetto e sceneggiatura Ludovica Rampoldi
con Pilar Fogliati, Adriano Giannini, Andrea Carpenzano, Valeria Golino
fotografia Gogò Bianchi
montaggio Francesca Calvelli
scenografia Massimiliano Nocente
musiche Fabio Massimo Capogrosso
costumi Stefano Ciammitti
produzione Indigo Film, HT Film con Rai Cinema
prodotto da Nicola Giuliano, Viola Prestieri, Francesca Cima, Carlotta Calori
distribuzione 01 Distribution
durata 98 minuti

Ospiti della serata
La regista Ludovica Rampoldi e l’attrice Pilar Fogliati


Breve storia d’amore è stato accolto con grande plauso della critica e ha ricevuto due candidature ai David di Donatello 2026 (Miglior regista esordiente a Ludovica Rampoldi e Miglior attrice non protagonista a Valeria Golino), due candidature ai Nastri d’Argento 2026 come Miglior esordio alla regia per Ludovica Rampoldi e Migliore scenografia per Massimiliano Nocente, una candidatura al Globo d’oro 2026 come miglior opera prima a Ludovica Rampoldi.

Sinossi

Questa è la storia di due coppie. I trentenni Lea e Andrea, e i cinquantenni Rocco e Cecilia. Quattro personaggi i cui destini collidono la sera in cui Lea conosce Rocco in un bar e inizia con lui una relazione clandestina, consumata in una stanza d’albergo. Un tradimento come tanti, in apparenza, che prende una piega imprevista quando Lea comincia a infilarsi nella vita di Rocco, fino a coinvolgere i rispettivi compagni in una resa dei conti finale.

Il passaggio dietro la macchina da presa della sceneggiatrice Ludovica Rampoldi dimostra la necessità odierna di esercitare un controllo sul prodotto finito da parte di chi nel cinema italiano concorre nell’ombra alla scrittura preventiva delle immagini, come parallelamente sta accadendo anche a molti attori debuttanti nella regia. Nel caso di “Breve storia d’amore” è addirittura evidente come queste due istanze si intreccino, perché per l’autrice questa volta unica della sceneggiatura, e non in team, si tratta di testare su un terreno privato di coppia raddoppiata la meccanica stretta con la materia viva del racconto, ovvero con la personalità e la fisicità degli interpreti. Se nel lavoro di elaborazione scritta del film manca il contatto diretto con il soggetto umano, come base sui cui concepire lo storytelling, in “Breve storia d’amore” il gioco o sistema incrociato di amanti si trasforma in un duplice banco di prova per sondare le contraddizioni di una società intera, fragile e tellurica, condannata a concepirsi in termini di corta durata: la cartina di tornasole di due generazioni, che vivono o sopravvivono dentro lo spazio coniugale o comunque affettivo, riflette dunque le proprie contraddizioni interne all’esterno, tra tradimenti, sospetti e riconciliazioni, inganni e chiarimenti reciproci, bisogno di analizzare, analizzarsi o farsi analizzare, contendere un primato in palestra o sulla scacchiera. L’universo odierno che si dà a vedere come tattica “amorosa” e “breve”, ovvero sportiva, psicanalitica e passionale a un tempo, è dunque la risorsa non più soltanto cartacea ma anche filmata in prima persona da Ludovica Rampoldi, che in quest’opera prima sperimenta l’interlocuzione diretta del personaggio recitante.     

(Anton Giulio Mancino)