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Martedì 4 agosto ore 21.15
Chiostro di San Colombano (Bobbio)
TIENIMI PRESENTE
Italia, 2026
regia Alberto Palmiero
soggetto Alberto Palmiero
sceneggiatura Alberto Palmiero, Davide De Rosa
con Alberto Palmiero, Francesco Di Grazia, Gaia Nugnes, Elena Fattore, Carlo Maria Palmiero e il cane Jhonny
fotografia Lorenzo Mancini, Vincenzo Pezone
montaggio Francesco Di Gioia
musiche Francesco Di Grazia
produzione Kavac Film in collaborazione con Rai Cinema
prodotto da Simone Gattoni, Marco Bellocchio e Gianluca Arcopinto
distribuzione Fandango
durata 90 minuti
Ospiti della serata
Il regista e attore Alberto Palmiero, l’attrice Gaia Nugnes e i produttori Marco Bellocchio e Simone Gattoni
Tienimi presente ha vinto il Premio Miglior Opera Prima alla Festa del Cinema di Roma 2025, assegnato nella sezione Freestyle ed il Premio al Milazzo Film Festival nel 2026. Tienimi presente ha ottenuto una nomination ai Premi David di Donatello nella categoria Miglior esordio alla regia.
Sinossi
Alberto, giovane regista disilluso, è convinto che il cinema non abbia più nulla da offrirgli. Ma è proprio rinunciando al suo sogno che ne scopre il senso più profondo. Dopo anni vissuti a Roma nella speranza di fare un film — tra progetti incerti e produttori perennemente in fuga — Alberto, ormai vicino ai trent’anni, decide di fare marcia indietro e tornare nella sua città natale. La vita da aspirante artista si è rivelata più solitaria del previsto, e la provincia, con i suoi ritmi lenti e volti familiari, sembra offrirgli un rifugio inaspettato. Tra vecchi amici, nuove conoscenze e qualche momento di pace, Alberto ritrova una tranquillità che aveva perduto. Ma basta poco perché riaffiorino i dubbi, i desideri messi da parte e quella domanda che non smette mai di tormentarlo: cosa fare davvero della propria vita?
Il bivio è chiaro: restare, ricominciare o trasformare questo frammento di vita in racconto. È da qui che nasce Tienimi presente, film diretto e interpretato dallo stesso Alberto Palmiero.
E’ diventato un miraggio frustrante pensare anche solo di raggiungere gli obiettivi per le giovani generazioni che studiano cinema e aspirano a realizzarlo materialmente e professionalmente: nel sistema produttivo italiano, dove vigono trust precisi che assommano le scuole e i festival, e l’indotto di produzione, distribuzione ed esercizio, l’intera filiera si presta a una rievocazione in cui il comico e il malinconico restituiscono l’esatta misura “malin-comica” di Alberto Palmiero, debuttante in “Tienimi presente“, in veste moltiplicata di autore di se stesso, personaggio e potenziale alter ego. Il richiamo alla “gioventù lessata”, come fu definita da Goffredo Fofi quella rappresentata negli anni ’80 da Massimo Troisi in “Ricomincio da tre“, è relativo, perché allo scandalo contestuale del terremoto in Irpinia di allora si è sostituito l’odierno panorama senza scosse, di preventiva disillusione diffusa e capillarizzata, in cui l’asservimento al sistema romanocentrico è una sorta di benedizione/maledizione già appresa nel periodo di formazione. Palmiero racconta sulla sua pelle, alla giusta distanza umoristica, l’impossibilità e possibilità nel contempo di riscrivere un destino segnato, con il pudore di non prospettare soluzioni ma restando sul terreno prudente degli impulsi a imboccare, se non a percorrere strade nuove. Il resto del viaggio di andata, senza daccapo ritorno, spetta allo spettatore non soltanto ipotizzarlo ma renderlo valido e alternativo all’esistente dipinto.
(Anton Giulio Mancino)
