Domenica 9 agosto – Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)

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Domenica 9 agosto ore 21.15
Chiostro di San Colombano (Bobbio)

DRAMMA DELLA GELOSIA (tutti i particolari in cronaca)

Italia, Spagna, 1970
regia Ettore Scola
soggetto Age, Scarpelli
sceneggiatura Age, Scarpelli, Ettore Scola
con Monica Vitti, Marcello Mastroianni, Giancarlo Giannini
fotografia Carlo Di Palma
montaggio Alberto Gallitti
musiche Armando Trovajoli
scenografia Luciano Ricceri
costumi Enzo Altieri
trucco Nilo Jacoponi, Giuseppe Banchelli
produzione Dean Film, Juppiter Generale Cinematografica, Midega Film
prodotto da Pio Angeletti, Adriano De Micheli
distribuzione Titanus
durata 107 minuti

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Dramma della gelosia ha ottenuto quattro candidature ai Nastri d’Argento 1971. Al Festival di Cannes 1970 è stato premiato per la Migliore interpretazione maschile di Marcello Mastroianni e sempre nel 1970 l’attrice Monica Vitti ha vinto il Globo d’oro e la Grolla d’oro come miglior attrice.

Sinossi

Una fioraia diventa l’amante di un muratore ammogliato. Tempo dopo incontra un uomo che le piace e, per mettere fine alla situazione ormai insostenibile, si risolve a sposarlo. Il muratore, accecato dalla gelosia, provoca senza intenzione la morte della donna. Uscito di prigione dopo poco tempo, la giuria l’ha ritenuto insano di mente: l’uomo è irrimediabilmente pazzo.

“Dramma della gelosia”, accompagnato dal sottotitolo “Tutti i particolari in cronaca”, procede secondo una tradizione storica del cinema italiano neorealista che fondeva in un testa a testa con la censura ministeriale e giudiziaria la denuncia sociale, politicamente indesiderata, allusivamente alla cronaca nera giornalistica. Ettore Scola e gli altri grandi colleghi della commedia italiana stavano allora intercettando l’omologazione in atto, linguistica e culturale, di quella plebe cara alle battaglie politiche dei partiti di sinistra, in testa il Partito Comunista Italiano, di cui l’autore è stato un esponente ed intellettuale organico; donde la cornice fatale e ironica della Festa dell’Unità e il frasario dei protagonisti mutuato dai mass-media e male o comicamente assimilato. In questa visione critica e autocritica che porta la commedia stessa nel corso degli anni ’70 a diventare sempre più crudele, e che Scola porterà alle estreme, paradossali conseguenze in “Brutti, sporchi e cattivi“, è tuttavia sfuggito alla cinefilia il testo di riferimento, che non è tanto il film “Jules e Jim” di François Truffaut, tratto dall’omonimo e autobiografico romanzo dii Henri-Pierre Roché, ma l’opera ugualmente narrativa “Una nuvola d’ira” di Giovanni Arpino che andrebbe quindi riletta e riscoperta.   

(Anton Giulio Mancino)